Il quartiere dei colori

di Daniele Garzia

Copyright © 2015 Daniele Garzia
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Nonostante i tanti problemi tipici di una metropoli, non si può negare che Roma sia una città che lascia senza fiato. Dirò un'ovvietà, me ne rendo conto, ma ogni tanto vorrei poter non essere nato nell'Urbe e venire a visitarla da turista. Restare a bocca aperta vedendo per la prima volta il Colosseo, ammirando "la santità del Cuppolone" di San Pietro da un qualsiasi belvedere della città, girando in continuazione la testa nello scoprire i mille scorci di Trastevere e del centro. È questo il privilegio e la condanna di noi romani: vivere nella Città Eterna tutti i giorni, camminare per le strade di questo enorme museo a cielo aperto senza però, nella maggior parte dei casi, poterlo vivere con lo stupore tipico del turista. Eppure Roma non è solo il centro. Non è solo Campo de' Fiori, il Gianicolo o villa Borghese. Non è solo la scalinata di Piazza di Spagna o i Fori Imperiali. Roma è anche periferia, è anche borgata. E quando io, Giovanni e Alessandra abbiamo buttato giù le linee guida di ciò che volevamo creare con Danzando Roma, il primo pensiero è stato proprio questo, dare visibilità anche a quei luoghi che magari di turistico hanno ben poco. Ed è stato così che abbiamo scoperto la bellezza di alcune borgate, e di una in particolare, quella del Trullo, ci siamo innamorati.


Copyright © 2015 Daniele Garzia
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Il nostro progetto fotografico è stato fermo negli ultimi mesi per problemi vari, e quando ho deciso di fare uno sforzo e riprendere a fotografare e ad aggiornare il sito (privandomi di sonno e tempo di cui avrei molto bisogno), non potevo non ricominciare a scattare proprio da qui, da un quartiere che ha ripreso vita grazie allo sforzo di molti, che continuano ad impegnarsi e a cercare di tenere pulito e vivo un quartiere nonostante la mancanza di rispetto e di civiltà di tante altre persone. Così la mattina in cui siamo andati a scattare abbiamo incontrato Mario, anima e portavoce dei Pittori Anonimi del Trullo. Da qualche giorno, grazie al bianco e nero di Gomez, Mario può vedersi immortalato sulla facciata di uno dei lotti delle case popolari del quartiere, e dopo un'amichevole chiacchierata tra uno scatto e l'altro, nei giorni seguenti gli abbiamo rivolto qualche domanda.


Come è nato il movimento dei Pittori Anonimi? Avete avuto una fonte di ispirazione nella scelta dello stile iniziale?

I colori sono stati sempre la colonna sonora della mia vita. Influenzato dai figli dei fiori, ne ho seguito la scia. Il mio look è stato sempre variopinto, e cosi le mie case. Nei giorni no, guardare i colori mi dava serenità distraendomi dai problemi, quindi l'idea che avrebbe funzionato cosi anche per gli altri mi ha fatto pensare di colorare il quartiere. Abbiamo iniziato con colori verticali sia per seguire i confini dei negozi sia perché era il modo piu veloce, dal momento che facevamo una cosa illegale. Ora continuiamo spaziando tra figure geometriche e disegni. Ora continuo per quello che è nato e che stiamo portando avanti anche con molte scuole di Roma, perché i colori sono un grande fenomeno di massa e di aggregazione sociale.

Copyright © 2014 Daniele Garzia
Copyright © 2014 Daniele Garzia

Nelle ultime settimane molti artisti hanno ulteriormente impreziosito i muri del Trullo con i loro colori. Come è nata l’idea di riunire tutte queste persone per questo fantastico lavoro che, lo ricordiamo, è interamente pagato dagli stessi artisti?

Il festival era nell'aria da più di un anno, è nato durante le frequenti cene a casa mia. Ormai noi (i Pittori Anonimi del Trullo, ndr) Solo e i Poeti del Trullo siamo un unione ben consolidata, ci legano il fine comune del quartiere, i legami generazionali con i padri e nonni, essendo noi appunto nell'età dei loro padri e nonni.

 

Cosa significa per te il Trullo?

Il Trullo è la mia casa. Sono andato via da qui che avevo 18 anni, erano gli anni '70 e tanti altri quartieri, alcuni dei quali come Monteverde vicinissimi, erano anni avanti per il senso civico e il decoro. Ora sono qui perché molte cose non mi piacciono e con l'aiuto degli amici di sempre, come Franco, Gianni e tutti i Poeti Anonimi del Trullo, vorrei poterle cambiare e fare in modo che in futuro non serva più il nostro aiuto.

Copyright © 2015 Daniele Garzia
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Un altro personaggio simbolo del cambiamento del quartiere è Solo, che qui è nato e vissuto e che ha dato, più o meno inconsapevolmente, un volto a questa rinascita, con quel capolavoro che è Nina (vedi la prima foto dell'articolo). L'abbiamo raggiunto in chat per fagli qualche domanda e lui, tra un volo e un altro, ha trovato il tempo di risponderci (e prima o poi troveremo il tempo di conoscerci dal vivo davanti ad una bionda media! ndr).

 

Guardando molti dei tuoi lavori si capisce subito che una delle tue passioni più grandi sono i comic americani. Cosa ti ha portato ad usare i muri come “tela” per le tue opere e non a tentare la via del fumetto e quindi della carta?

Non potrei mai fare fumetti, ho molti amici fumettisti professionisti ed il lavoro del fumettista richiede una bravura oltre i limiti che io non ho. Fare il fumettista vuol dire disegnare tantissime vignette, e io non sono cosi bravo nel disegno. Io sono un amplificatore, nient'altro. Porto sul muro per tutti, anche per chi non ha la possibilità di leggere fumetti, delle vignette, per fargli provare quella grande energia che provo io nel leggerli.

 

Tu sei stato uno dei primi a dare colore al quartiere del Trullo. Cosa si prova sapendo che molte persone hanno avuto una sorta di “risveglio” civile grazie anche al proprio lavoro?

Copyright © 2014 Daniele Garzia
Copyright © 2014 Daniele Garzia

In realtà il merito del risveglio del Trullo è in gran parte dei Pittori Anonimi, e sono felice cosi perché sono veramente gli angeli del quartiere. Io ho fatto un muro neanche dentro al Trullo ma sulla Portuense con i Poeti der Trullo poco prima della nascita dei Pittori, ma nelle nostre intenzioni non c'era la loro nobiltà, i loro "secondi" fini sociali. O meglio, magari c'erano ma ancora non lo sapevamo, ce l'hanno fatto capire i pittori.

 

Qual è il lavoro a cui sei più legato?

Sono legato a tutti i miei lavori. Cerco di mettere in tutti il cuore, sono come dei figli, ho storie e bei ricordi legati ad ognuno. Ogni tanto ho dipinto i miei genitori, molto spesso dipingo insieme ad amici e colleghi, condividendo grandi momenti di gioia e divertimento. Ho dipinto a casa mia al Trullo, ho dipinto per persone con difficoltà. Ho dipinto con persone che non ci sono più e per persone che non ci sono più. Ho dipinto per i bambini. Difficile dire quale lavoro preferisco...ecco preferisco i lavori che mi lasciano un segno dentro, sopra il cuore. E cerco di farli tutti cosi.

 

Cos’è per te il Trullo?

Il Trullo è casa, qui sono nato, cresciuto e ho imparato la vita, l'amore e la famiglia. I miei nonni vivevano li e mia nonna ancora ci vive, 93 anni. Mia mamma e mio papà sono nati li. I miei primi amici sono di li, i primi autobus presi, le prime tag sotto casa, i primi baci...il Trullo sono le radici. Un albero non cresce senza solide radici, ed è incredibile e bellissimo tornare al qui e lavorarci, con i miei amici non del Trullo, con i miei amici del Trullo, con gli amici di mio padre. Lavorare per lasciare qualcosa alla scuola dove io andavo, oppure al mercato dove mia madre fa la spesa, è un regalo che mi ha fatto la vita, e in mezzo a tante difficoltà che allo stesso tempo mi pone, questo regalo lo prendo volentieri e lo tengo stretto.

Non posso non concludere dandovi il mio personale consiglio: in questa nostra vita così frenetica, cercati di prendervi un po' di tempo per visitare il Trullo. Alzatevi una mattina e, invece di restare a poltrire nel letto, fatevi una violenza e uscite di casa. Rubate una mezz'ora al vostro sonno e girate per questo quartiere, resterete a bocca aperta davanti ai colori e alle opere d'arte, perché questo sono, sparse per le strade della borgata. Sono sicuro che poi tornerete a casa con il sorriso. Perché come disse Monica Vitti (che tra l'altro oggi compie 84 anni):

"Dicono che il mondo è di chi si alza presto. Non è vero. Il mondo è di chi è felice di alzarsi."

Trovate i Pittori Anonimi del Trullo e Solo sulle loro rispettive pagine Facebook:

Copyright © 2015 Daniele Garzia
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