Parco Nazionale Torres del Paine (giorno 5)


7 dicembre 2014

Come immaginavo la stanchezza mi ha permesso di dormire bene nonostante il sacco a pelo umido, la pioggia ed il vento freddo che agitava la tenda. Durante la notte mi sono alzato per prendere acqua dal ruscello ed andare in bagno nel bosco. Un'esperienza da brividi. Di freddo ovviamente!!! Ho riflettuto sul percorso che avrei dovuto fare a ritroso e dopo una riunione nella tenda di Juanito ho deciso di completare il circuito denominato "O" aggiungendo un giorno di camminata. Un problema poteva essere il cibo ma Juanito ne ha a sufficienza per terminare il trekking. Dopo una ricca colazione con pappone di avena, banana ed il mix di cereali disidratati abbiamo smontato le tende. Sono completamente fradice e fangose ma non c'è possibilità di asciugarle e le chiudiamo così come sono.


campamento paso 9:30 -> campamento los perros 13:30

(12km)


La prima parte del sentiero non è ben segnalata e ci perdiamo nel bosco alla ricerca della salita verso il passo Gardner. Dopo quindici minuti riesco ad individuarlo ed iniziamo la ripida salita dai 400mt del campeggio fino ai 1200mt del passo. Mentre saliamo la pioggia diventa nevischio ed in prossimità del passo neve vera e propria. La vista panoramica sul ghiacciaio Grey sotto di noi è incredibile. Lo possiamo ammirare in tutta la sua grandezza nonostante la nebbia ne continui ad occultare una parte. Incrociamo gente che giunge dall'altra parte e ci preannunciano una tormenta di neve. L'ultimo tratto della salita dura una ventina di minuti, abbiamo la neve fino alle caviglie e sentiamo ululare il vento. Raggiungiamo il passo John Gardner e la tormenta ci travolge con raffiche di vento e ghiaccio. È difficile stare in piedi e soprattutto identificare i paletti che segnano il sentiero. Puntiamo in direzione est con l'obiettivo di lasciarci alle spalle questo inferno di ghiaccio e dopo altri venti minuti superiamo il passo. Lo scenario dall'altra parte non migliora di molto. Neve fino alle ginocchia, vento che ci spinge verso valle ed oramai siamo completamente fradici nonostante le coperture impermeabili. Incrociamo due californiani in pantaloncini corti e non so come faranno ad ad affrontare la tormenta. Dai 1200mt scendiamo nuovamente verso i 400 passando laghetti ghiacciati e torrenti gelidi, con la neve come fedele compagna. Il clima diventa più favorevole entrando in un bosco di lenga ma qui la difficoltà diventa il pantano chiamato sentiero. Ora abbiamo il fango fin sopra le caviglie e mentre prima cercavamo di superare i corsi d'acqua senza bagnarci ora sono utili per sciacquarci scarpe e pantaloni. Guadando la zona pantanosa giungiamo per l'ora di pranzo al campamento los perros. Non c'è nessun servizio se non una fredda casupola dove cuciniamo pasta al pomodoro ed un thè. Mi spoglio completamente per tentare di asciugare i vestiti ma l'assenza di fonti di calore rendono l'impresa impossibile. Il ranger del parco registra il nostro passaggio e ci avvisa che due persone partite dal nostro stesso campamento hanno rinunciato e sono tornati sui loro passi. Come biasimarli!


campamento los perros 15:00 -> refugio Dickson 18:15

(9km)


Indossati gli umidi e freddi abiti la parte peggiore è rimettermi scarpe e calzini imbevuti d'acqua. L'altro paio è umido e preferisco tenerli per la giornata di domani. Cominciamo a camminare con ritmo per scaldarci ma ci fermiamo poco dopo davanti al ghiacciaio Olguin che scende verticale verso una piccola laguna. Il sentiero diventa più semplice e tranquillo attraverso boschi e piccole alture dalle quali osserviamo la tormenta che continua ad imperversare sulle montagne alle nostre spalle. Camminando riusciamo a scaldarci ma comincia a sopraggiungere la fatica. Quando intravediamo il rifugio con il fumo fuoriuscire dal comignolo sorridiamo felici come due bimbi. Questo campeggio è a pagamento (4.300clp/5,7€) ma sia per la posizione in una vallata incorniciata dalle Ande innevate che per i servizi offerti se li merita tutti. Unico difetto il fatto di non poter cucinare all'interno ma solo nel patio in balia del vento. Montiamo le tende in un luogo ben riparato e ci rintaniamo nella baita davanti alla stufetta. Mettiamo tutto ad asciugare compreso il sacco a pelo che stavolta non è umido ma fradicio. Ceniamo con ragazzi cileni, francesi ed argentini che hanno in programma di superare il passo il giorno seguente. Solitamente il percorso si affronta in senso opposto al nostro ma quando abbiamo iniziato il trekking la "O" era chiusa per via dei torrenti in piena. Brindiamo all'impresa di oggi con un Pisco sour (cileno) e poi dritti nelle tende a riposare. Domani ci aspettano 34km!!!


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