Parco nazionale Torres del Paine (giorno3)


5 dicembre 2014

Risveglio traumatico con Raphael che mi urla attraverso la tenda "cielo azul cielo azuuuuul!!!", ma almeno scopro che sarà una mattinata con il sole. Fuori è tutto un pantano e l'unica zona asciutta è sotto la capanna adibita a cucinare. Dopo la colazione con the, wafer, un uovo sodo (ne ho portati cinque!) ed il favoloso mix di banana, avena e cereali super nutrienti di Juanito, sistemiamo gli zaini che lasciamo vicino alla casetta del guarda parco. Stamattina saliamo al mirador britannico e siccome dobbiamo tornare sui nostri passi non portiamo peso inutile.


campamento italiano 8:30 -> mirador britannico 10:30

(5,5km)


Il sentiero passa da semplice ad impervio ogni 100 metri e si sviluppa tutto in salita. Da boschi di lenga che riparano dal vento a spazi desolati senza nessuna protezione. A volte il sentiero lascia spazio a rocce da scalare o fiumiciattoli da guadare e dobbiamo fare attenzione a tenere i piedi sempre all'asciutto. Il primo mirador è difronte al ghiacciaio francese che si erge maestoso sopra e lungo a pareti rocciose. Alla sua base alcune cavità rivelano l'origine del fiume che scorre fino a valle e lungo il campamento. Costeggiamo brevi cascate del corso d'acqua che scorre lungo il sentiero e ci arrampichiamo sempre più in alto. Il cielo è d'un bell'azzurro e le poche nuvolette lo fanno sembrare immenso. Alle nostre spalle il lago Nordenskjöld e le sue isolette risplendono come un diamante. La parte finale del percorso è una vera e propria arrampicata e giunti in cima siamo circondati da montagne. Sulla sinistra abbiamo il cerro 2000 alto duemila metri per una lunghezza di 2km ed il cerro Catedral che ricorda una cattedrale gotica. Sulla destra i picchi neri de Los Cuernos e di fronte la neve ricopre gran parte delle montagne visibili. Rimanere in contemplazione di questa bellezza è davvero rilassante. Come di consueto la patagonia è imprevedibile ed in dieci minuti la nebbia ricopre tutte le montagne intorno a noi. Tanto vale tornare al campo e proseguire il cammino.


mirador britannico 12:00 -> campamento italiano 13:30

(5,5km)


Il percorso a ritroso è ovviamente tutto in discesa il che non aiuta il mio ginocchio malandato. Incrociamo molta gente ignara che una volta in cima non potrà vedere nulla e tentiamo di avvisarli senza scoraggiarli completamente. D'altronde il tempo è così variabile che potrebbe cambiare ancora. Al campamento mangio una mela ed un pezzo di croccante. Non ho esagerato con il cibo per non caricarmi troppo peso e quindi devo razionare le scorte.


campamento italiano 15:00 -> refugio gran Paine 17:00

(7,5km)


Partiamo tutti e cinque (Lionel, Raphael, Miang Cha, Juanito ed io) lungo un sentiero semplice reso complicato solo nel tratto finale dove il bosco è stato bruciato da un incendio nel 2011 ed ora il vento ha libertà d'azione. Ci spinge e sposta in ogni direzione e quando dico sposta intendo letteralmente. Le raffiche di oggi arrivano fino a 130km/h! Gli alberi bruciati creano un paesaggio spettrale e molto scenografico con un bel contrasto tra il legno nero e l'erba verde dove spuntano fiori rossi. L'incendio ebbe inizio a causa d'un ragazzo israeliano che bruciò l'olio del tonno in scatola per scaldarsi le mani. La legge dell'epoca risaliva al 1950 e se la cavó con una semplice multa. Oggi si rischia fino a 6 anni di reclusione. Arrivati al rifugio scopriamo che il campeggio è nel mezzo di una prateria senza nessuna protezione ed i posti migliori sono già occupati dalle tende che affitta il rifugio stesso. Questo è il primo campeggio a pagamento lungo il nostro cammino ed io mi rifiuto di pagare per piantare la tenda nel mezzo del nulla in balia del vento. La zona cucina è invece ben riparata e ci riuniamo tutti al suo interno. Chiacchieriamo e prepariamo da mangiare in un bel clima conviviale e non avendo pagato la piazzola uso i soldi per comprare un vino in cartone da condividere con il gruppo. Nella cucina c'è un'apposito deposito dove chi ha terminato il trekking lascia cibo e gas e qui rimedio un paio di bombole mezze vuote che mi saranno utilissime. Prendo anche del puré che mi cucino senza latte e burro ma viene comunque ottimo. Domani sarà una lunga giornata e prima che tramonti il sole alle 22:30 mi rintano nella tenda.


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