PARCO NAZIONALE TORRES DEL PAINE (GIORNO 2)


4 dicembre 2014

Il sacco a pelo è una bomba, e rintanato al suo interno ho dormito benissimo. Il vento forte è stato smorzato dai numerosi alberi a protezione del campeggio ed il freddo del suolo isolato con il materassino che ho noleggiato. Stamattima folle idea di Juanito e Matias di tornare al punto panoramico per ammirare l'alba sotto alle Torres del Paine. La salita ha rapidamente svegliato i muscoli, ed arrivati in cima il freddo me li ha fatti riaddormentare. Per proteggerci ci siamo portati i sacchi a pelo in attesa del sole ed alle 5:30 la luce calda ha colpito la pietra facendola brillare d'un arancione strepitoso. Il cielo completamente sgombro di nuvole completa un'immagine da cartolina. Ne è davvero valsa la pena! Tornati al campamento ho dormito un altro paio d'ore prima di alzarmi a fare colazione. Mentre stavo usando il fornelletto la bombola di gas ha preso fuoco e mi è parsa buona cosa non adoperarla più. Per fortuna c'erano Alex e Noelia che mi hanno preparato caffè e latte in polvere ed io ho condiviso le mie gallette ed un uovo sodo. Ora devo solo rimediare una nuova bombola altrimenti sarà tosta cucinare! Smontata la tenda e preparato lo zaino, mi sono incamminato da solo verso la prossima tappa. Lionel, Raphael e Miang Cha erano già partiti, Juanito dormiva e Matias non aveva altri giorni da dedicare al parco.


campamento base Torres 9:30 -> campamento italiano 17:30

(21,5km)


La giornata è spettacolare e camminare da solo mi da un grande senso di libertà. La prima parte del sentiero è la stessa percorsa ieri fino al bivio in direzione del lago Nordenskjöld. Non c'è molta gente, ma incrocio una dozzina di cavalli che trasportano viveri verso il campamento cileno, mentre il sentiero lungo lago offre paesaggi stupendi con le montagne riflesse nello specchio d'acqua turchese, fiori rossi e piante di calafate piene di frutti maturi che assaggio. Sulla destra le formazioni rocciose denominate Los Cuernos sono di un bel color sabbia con picchi nero pece avvolti in cupe nubi che preannunciano un cambio climatico in arrivo. Ogni tanto mi fermo a riposare il ginocchio un po' dolorante ed ammirare la natura circostante. Verso metà percorso inizia a piovere e mi muovo rapidamente verso il rifugio Los Cuernos per ripararmi e pranzare. Qui incontro Lionel, Raphael e Miang Cha anche loro in sosta. Il rifugio è ben curato con bungalow e zone sopraelevate per le tende, ma noi puntiamo il campeggio successivo gratuito. Indosso il poncho, che si rivela un ottimo acquisto, e partiamo per gli ultimi 5km. In prossimità della destinazione appare imponente il ghiacciaio francese dal quale si staccano blocchi di ghiaccio che cadono nella valle e rimbombano come esplosioni. Il cielo cupo e carico di pioggia rende lo scenario tetro e spettacolare allo stesso tempo. Il campamento italiano è riparato da numerosi alberi e come nel precedente c'è un'apposita zona per cucinare. Le facce che si incrociano sono pressoché le stesse e rivedo addirittura il folle statunitense di El Chalten che dorme senza tenda ma solo con un sacco a pelo ed una leggera copertura in plastica come protezione. Prima di cena arriva anche Juanito con un altro litro di vino al seguito. Ci ritroviamo tutti nella zona cucina a condividere i nostri pasti, bere e chiacchierare nonostante la pioggia incessante. Prima di dormire vado ad ammirare il ghiacciaio dal lungo fiume ed all'improvviso una slavina si stacca dalla cima e rimbomba per tutta la vallata. Che spettacolo!


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