Parco nazionale Torres del Paine (giorno 1)


3 dicembre 2014

La notte ha diluviato senza sosta e stamattina...pure! Ci siamo alzati presto e dopo la ricca colazione Camila, la proprietaria, ci accompagna al terminal dei bus. Lo spazio è poco e gli zaini caricati sul retro del fuoristrada prendono un po' d'acqua. Sembra che quando piove qui al parco sia bel tempo. Speriamo!

 

Puerto Natales 8:00 -> laguna Amarga 10:30

(6000clp/8€)

 

Effettivamente qui è solo nuvoloso con un timido sole che si affaccia ogni tanto. Come inizio va più che bene. Paghiamo l'ingresso che come al solito è tre volte più costoso per gli stranieri che per i residenti (18.000clp/24€) ed entriamo in una saletta per vedere un video sul regolamento del parco. Appena terminato ci incamminiamo sul sentiero in direzione del campamento Torres.

 

Laguna Amarga 11:30 -> campamento base Torres 15:30

(12,5km)

 

Il peso dello zaino sembra accettabile e la schiena pare reggere bene. Il primo tratto è una strada sterrata dove passano anche bus e non l'apprezzo molto, ma arrivati all'hotel Torres inizia il trekking vero e proprio. Verdi praterie, corsi d'acqua impetuosi ed un'imponente montagna innevata ci accompagnano lungo la prima grande salita del percorso. In cima il panorama ci regala un scorcio del Lago Nordenskjöld. ll sentiero prosegue sul fianco di una collina a strapiombo sulla vallata sottostante dove scorre il Rio Ascensio. Passiamo il campamento cileno (a pagamento) ed il paesaggio cambia nuovamente. Sulla nostra destra montagne nere scavate da ripidi torrenti mentre sulla sinistra appare la punta di una delle Torres. Sono pilastri di granito che svettano nella steppa patagonica con la loro altezza superiore ai 2000mt ma per apprezzarli a pieno dobbiamo ancora camminare! Alla comitiva si sono aggiunti Mathias (argentino), John detto Juanito (californiano) e Miang Cha (sud coreano). Alle 15:30 raggiungiamo il campamento base Torres e montate le tende pranziamo con un panino. Non so quanti giorni passerò nel parco ma i pasti saranno abbastanza magri! Il campeggio si trova nel mezzo di un bel bosco e per cucinare c'è un'apposita zona riparata per evitare incendi accidentali. Il bagno è di lusso se confrontato al campeggio del Fitz Roy con tanto di tazza in ceramica. Anche qui l'acqua la prendiamo direttamente dal ruscello ma se la prendessi dal frigo sarebbe più calda!

 

base Torres 16:00 -> mirador Torres del Paine 17:00

(1km)

 

Il tempo è favorevole e senza pensarci troppo ci incamminiamo per raggiungere le Torres del Paine. Il sentiero è ripido ed anche senza lo zaino il ginocchio inizia ad accusare la fatica, soprattutto nella parte finale dove la salita è ancora più ardua e si passa su grandi massi di granito. Tutta la giornata di cammini è ripagata dalla spettacolare vista delle torri di granito e della laguna sottostante. Il cielo è nuvoloso ma c'è il sole e rimango seduto ad ammirare il panorama per almeno un'ora. Le vette che fanno da contorno hanno colori che passano dal giallo al rosa e dal beige al nero. Posso già ritenermi soddisfatto e domani in base ai dolori deciderò su quale cammino proseguire il trekking.

 

mirador Torres del Paine 18:30 -> campamento base Torres 19:30

(1km)

 

La discesa al campo base è più stancante della salita e mi prendo tutto il tempo necessario per affrontarla. Non voglio forzare troppo, ho veramente voglia di vedere il più possibile di questo parco. Rientrato al campeggio, mentre cucino mi ritrovo davanti Alex e Noelia con i quali ho fatto il trekking al Fitz Roy. Sono al loro ultimo giorno ed hanno percorso la "W". È bello poter condividere con loro un'altra cena! Nel frattempo Juanito il californiano condivide un po' con tutti un litro di vino in cartone. È alla costante ricerca di donne e lascia il suo contatto a tutte anche a Noelia nonostante Alex sia li davanti a lui. Un paio di miei amici dovrebbero prendere spunto... Nella zona dedicata alla cucina c'è una quantità impressionante di gente e si perde un po' il senso d'avventura. La maggioranza sono francesi, israeliani, tedeschi, austriaci e statunitensi. Il campeggio ha addirittura l'orario di check out e si può rimanere una sola notte per lasciare spazio ai nuovi arrivi. D'altronde siamo alla base dell'attrazione principale del parco e spero che spostandoci ci sarà un po' più di tranquillità. La mia cena di stasera è una bella zuppa al sapor di carne con spaghetti disidratati. Sapore buono ma chissà cosa c'è all'interno. Di tutta l'attrezzatura noleggiata il fornelletto è il pezzo peggiore. È piccolo e compatto ed è un bene ma barcolla ed il pentolino colmo d'acqua bollente a 30cm d'altezza non trasmette sicurezza. La cosa peggiore è che non posso rischiare di perdere una preziosa cena avendole contate per i cinque giorni. Dopo aver chiacchierato con gli amici spagnoli mi rintano nella tenda ed il sacco a pelo è una goduria. Fuori ci saranno cinque gradi con il solito vento di contorno ed io non sento il minimo freddo.


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