Tre giorni di trekking (giorno 3)


25 novembre2014

I giacchetti di piuma d'oca hanno funzionato ottimamente e ho dormito benissimo, nonostante fuori dalla tenda sembrava stesse finendo il mondo. Dopo la colazione con ciò che è rimasto di gallette, latte e caffè, siamo saliti al mirador del Fitz Roy. Il sentiero è molto ripido e sale a zig zag con il vento ancora più forte di ieri. Arrivati in cima le raffiche toccano almeno i 100km/h, mi spostano letteralmente e posso inclinarmi in avanti a 45 gradi senza cadere (foto 1). La parete di granito rosso del Fitz Roy è impressionante. Le nuvole salgono rapidamente lungo il versante destro per riunirsi nel cielo azzurro sopra la vetta. Anche i picchi vicini sono incredibili, e sembrano aguzzi come denti di squalo. Sulla destra una montagna innevata fa da cornice alla laguna De Los Tres, completamente ghiacciata (foto 2). Costeggiandola sulla sinistra ci si affaccia da un promontorio per ammirare una cascata che termina nella valle sottostante ed alimenta la laguna Sucia. Un altro ghiacciaio domina la valle, ed il vento porta a tutta velocità piccole gocce d'acqua ghiacciata contro di noi. Ci siamo sdraiati ad apprezzare questa meraviglia della natura prima di ridiscendere il sentiero (foto 3).

Foto 1
Foto 1
Foto 2
Foto 2
Foto 3
Foto 3

Il ginocchio ha cominciato ad infiammarsi e "papà Alex" per aiutarmi nel tragitto, mi ha prestato i bastoni da trekking.

Ritornati al campo base abbiamo pranzato con i soliti noodles, polvere di patatine ed un pezzetto di croccante. Stavolta è finito tutto e cominciamo a pensare alla lauta cena di carne che faremo una volta tornati alla civiltà. Smontiamo tutto e mentre siamo in procinto di partire incontriamo nuovamente la coppia austriaca ben sistemata all'interno delle loro due tende singole messe una di fianco all'altra. Invece di tornare in paese per curare l'occhio gonfio di Cristina (la moglie) hanno continuato le camminate. A dire la verità è più le volte che li abbiamo visti in tenda che in giro ma rimangono due folli. Lungo il sentiero del ritorno siamo passati dalla cristallina laguna Capri, e qui si è aggiunto a noi Dani, un altro ragazzo spagnolo di Pamplona. Alle otto arriviamo ad El Chalten dopo altri 16km di trekking, e ho potuto restituire la tenda in tempo per non dover pagare la terza notte (foto 4). Abbiamo fatto una ricca spesa con pancetta, salsicce, pollo ed un pezzo enorme di vacca (la colita), oltre ad una melanzana, patatine e vino. Per sdebitarmi ho pagato buona parte della spesa e ho anche dovuto discutere perché non volevano, ma secondo me è proprio il minimo! Mi sono sistemato nuovamente nell'ostello e dopo una doccia li ho raggiunti al campeggio per il barbecue (foto 5). Qui si adopera un barile in metallo aperto su un lato con una piccola ciminiera. Acceso il fuoco con legna trovata in giro, abbiamo cominciato a cuocere la carne e la melanzana. Il fumo esce da ogni lato ed il campeggio intero è immerso in una fitta nebbia grigia (foto 6).

Foto 4
Foto 4
Foto 5
Foto 5
Foto 6
Foto 6

Una coppia di francesi con la tenda vicino a noi ci ha richiesto la massima prudenza per evitare di finire carbonizzati, e se avessero visto l'estrazione del ciocco di legno incandescente dal barbecue avrebbero smontato tutto per cambiare piazzola. Ci siamo ammazzati dalle risate! Abbiamo mangiato fino a sazietà e per cuocere la "colita" di vacca abbiamo fatto le due. Oramai eravamo pieni ed è rimasta quasi intera. Sarà la mia cena di domani! Alle tre mi sono incamminato verso l'ostello e questi altri pochi metri m'hanno fatto capire che il mio ginocchio non ne può proprio più. Dovrò riposarmi nei prossimi giorni.


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