Tre giorni di trekking (giorno 2)


Foto 1
Foto 1

24 novembre 2014

Che notte! Per fortuna sono riuscito a riposare un po', altrimenti mi sarei rovinato anche la giornata. Per colazione abbiamo caffè e latte in polvere, biscotti e frutta. Più che sufficiente per affrontare la giornata. Ho usato il bagno chimico e lo spettacolo al suo interno era abbastanza pulp. Una fossa profonda riempita quasi fino all'orlo ed io ovviamente ho dato il mio contributo. Sono andato a salutare la coppia austriaca e la donna aveva un occhio completamente chiuso e gonfio a seguito di una puntura di qualche animale. La bruja (strega) Noelia le ha passato un unguento di sua produzione e le ha fatto prendere una pillola antiallergica, e come ringraziamento ci hanno regalato una bottiglietta d'alcool ovviamente molto gradita! Abbiamo smontato il campo base e siamo ripartiti per il sentiero in direzione del campeggio Poicenot. Anche quest'oggi siamo stati accompagnati da un tempo favorevole ed una volta giunti alle lagune madre e figlia, abbiamo sostato al sole in maniche corte a godere del paesaggio (foto 1).

Foto 2
Foto 2

Ricaricate le borracce e fatto un piccolo spuntino, abbiamo ripreso il sentiero. Costeggia una collina, mentre sulla sinistra appare poco a poco il gigante e verticale Fitz Roy, con gli altri picchi a fargli compagnia (foto 2). Le nuvole lo oscurano sempre più, e giunti al campeggio Poicenot è oramai completamente immerso nella foschia. Il vento incessante pare sradicare gli alberi dal suolo e la pioggia viene spinta fino al campeggio. Per proteggere le tende, tutti costruiscono muretti con tronchi caduti in terra, ed io mi sono sistemato in una mini piazzola per tentare di proteggermi il più possibile. Il menù del pranzo consiste in noodles al curry agrodolce, due pizzichi di patatine, un quadratino di cioccolata, uno di croccante ed una frutta (foto 3 e 4). Per concludere ci siamo scolati la bottiglietta d'alcool ragalataci dall'austriaco. Una botta di calore fa sempre bene! Essendo inutile salire fino al punto panoramico del Fitz Roy, abbiamo optato per una camminata su un sentiero non ben segnato. Passando ruscelli e piccole cascate siamo giunti alla valle dalla quale sgorga un affluente del Rio Blanco. Da qui il sentiero sparisce ma il ghiacciaio Piedras Blanca e l'omonima laguna sono l'obiettivo. Ci siamo arrampicati su massi di granito fino all'inizio della laguna puntellata da grossi blocchi di ghiaccio. La parete azzurra di fronte a noi è maestosa ed improvvise raffiche si vento ci scagliano contro piccoli granelli d'acqua congelata. Un fragore roboante ha preceduto la caduta di un pezzo di ghiaccio che si è aggiunto alla miriade di iceberg sullo specchio d'acqua cristallina della laguna. Siamo soli, e questo rende il tutto ancora più emozionante e simile ad una spedizione remota in antartide (foto 5). 

Foto 3
Foto 3
Foto 4
Foto 4
Foto 5
Foto 5

Questa mattina sembrava primavera,  al pomeriggio c'era un caldo estivo, al campeggio pioveva con un clima autunnale mentre sotto al ghiacciaio avevamo neve e ghiaccio. La Patagonia è questa, in un giorno le quattro stagioni! Sulla strada del ritorno una specie di papero dal becco rosso risale la corrente del Rio Blanco e si immerge per pescare. Ogni tanto si ferma su una roccia dalla quale si tuffa nell'acqua gelida. È davvero divertente e non si cura assolutamente della nostra presenza. Come al solito tornati al campeggio tutti dormono, mentre noi ceniamo al buio con il vento sempre più forte e freddo. Ottimi noodles al sapor di carne, due pizzichi di patatine, dolcetto e fernet. Si mangia poco ma sempre un po' di tutto, e devo dire che durante le camminate non sento mai fame. Oggi abbiamo percorso 20km e sono contento che la schiena abbia retto bene. Vista l'esperienza della notte precedente Alex e Noelia m'hanno prestato due giacchetti di piuma d'oca da mettere sotto al mio sacco a pelo. Mi sembra di stare in gita con mamma e papà che mi accudiscono, sono davvero due ragazzi fantastici!


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