Punta Tombo


NOTA DI REDAZIONE

A causa di un problema con l'invio delle e-mail da parte del nostro blogger Bruno, non tutte le foto del post che vi apprestate a leggere ci sono pervenute. Appena riusciremo ad avere tutti gli scatti menzionati nell'articolo, lo stesso verrà integrato. Ci scusiamo per il disagio e vi auguriamo una buona lettura.

Stamattina volevo riposare e non ho messo la sveglia. Alle 8:30 ero comunque in piedi a fare colazione senza aver nessun programma preciso per la giornata. Ho deciso all'ultimo di fare l'escursione a Punta Tombo a 180km da Puerto Madryn, dove risiede la colonia di pinguini di Magellano più grande del mondo (450ar$/40€ nb: le escursioni sono care per i km da percorrere ed il costo della benzina). In base alla stagione ci sono tra i 500.000 ed 800.000 pinguini. A metà novembre si schiudono le uova e la colonia si ingrandisce. La guida di nome Mauricio ha fornito molte informazioni ed è molto qualificata come Hugo, che ci ha accompagnato durante l'escursione di ieri. La riserva è una distesa di buche scavate dai maschi dove le femmine depongono le uova. Queste sono covate a turno da entrambi i genitori mentre l'altro va a procurarsi il cibo in mare. La colonia dava l'idea di una grande famiglia. C'era chi riposava, chi si riparava dal sole sotto gli arbusti, quelli che si sfidavano per la difesa del territorio mentre altri passeggiavano con la loro tipica buffa andatura (foto 1 e 2). Quando passavano sul sentiero dovevamo fermarci tutti e lasciarli passare. D'altronde questa è casa loro (foto 3)! Si sentivano i richiami dei piccoli affamati mentre in cielo i predatori tentavano di avvistare facili prede. I piccoli erano tutti ben protetti  all'interno del nido ma siamo stati fortunati a vederne alcuni tra le zampe della mamma che li teneva al caldo. Vederli muoversi tremolanti con gli occhietti socchiusi e con il pelo grigio morbido come un peluche è stato emozionantissimo! Il cielo era stupendo con nuvole bianche che sembravano disegnate da un bambino ed i panorami verso il mare colorati da rocce rosse d'origine vulcanica. Sulla strada del ritorno c'erano diversi santuari con bandiere rosse dedicate ad Antonio Gil detto El Gauchito (foto 4). Su di lui si hanno poche notizie certe ma la leggenda ha colmato le lacune. Si sa che nacque mel 1847 e si arruolò nell'esercito. Dopo aver disertato vagabondò nelle campagne per dedicarsi al furto del bestiame dei ricchi proprietari terrieri e condividerlo con i più poveri. Alla fine fu catturato e condannato a morte, appeso ad un albero e decapitato. La leggenda racconta che prima di morire rivelò che il figlio del boia era gravemente malato e sarebbe guarito solo se lo avessero sepolto dopo l'esecuzione. Questo trattamento solitamente viene negato ai disertori. Rientrando a casa il soldato scoprì che il figlio stava male veramente tornò indietro e seppellí Gil. Ovviamente il figlio guarì. La voce  si sparse per il paese ed El Gauchito è passato da ladro e disertore a mito popolare (quasi santo). Ho notato che molti se lo sono tatuato e se si incontrano degli altarini lungo la strada e si vuole arrivare tranquilli a destinazione bisogna salutarlo o dare un colpo di clacson. Ma quant'è bello un popolo per il 94% cristiano che rispetta queste credenze popolari! Prima di rientrare ci siamo fermati al porto di Rawson (foto 5). I primi a giungere in queste zone della Patagonia furono i gallesi nel 1865. Per questo ci sono città con nomi come Trelew, Gaiman, Madryn e la stessa Rawson. La zona vive di pesca soprattutto di gamberoni, e lungo tutta la banchina c'era una fervente attività. Rientravano le piccole imbarcazioni arancioni e subito si lavorava la mercanzia. Si staccavano le teste ai gamberoni messi successivamente in casse che sarebbero state vendute  all'ingrosso a 30ar$/kg (2,8€/kg). C'era anche il traffico illegale. Quando la polizia portuale non controllava alcune casse venivano passate al di la della recinzione per poi essere vendute lungo la strada. Erano talmente freschi ed economici che ne ho comprati 660gr per soli 2€. Per cena dopo una piccola spesa ho preparato un risotto con zucchine e gamberoni e gli altri li ho cotti alla griglia. Conditi con limone erano ottimi e sapevano ancora di mare (foto 6). Per finire la serata ho preparato un mate (in questo caso io sono il "cebador") e l'ho condiviso con altri ragazzi italiani. Fino ad ora ne avevo incontrati solo quattro dal mio arrivo in Sud America ma Puerto Madryn sembra una colonia italiana.


comments powered by Disqus