La penisola Valdes


16 novembre 2014

La nottata nel bus non è stata rilassante come le altre, ma ho comunque riposato abbastanza per iniziare subito la giornata. Alle 9:45 ho preso il bus da Puerto Madryn per entrare nella riserva naturale della penisola Valdes (59ars/5,5€). L'ingresso alla riserva, come molte altre attrattive, costa il doppio per gli stranieri (180ars/16€). Dal centro visitanti si può avvistare l'isola de los Pajaros, la cui forma ispirò l'aviatore/scrittore Antoine de Saint-Exupéry nel racconto de Il Piccolo Principe. Rappresenta il serpente che ha mangiato un elefante (od un cappello, a seconda di come lo si vede). Volando per l'Aeropostal Argentina si trovò spesso a sorvolare queste zone oltre al Sahara, Pirenei ed Egitto. Arrivato a Puerto Piramides mi sono sistemato in un ostello sull'unica via della città (150ars/13€) e poi sono andato ad acquistare il passaggio in barca per avvistare le balene franco-australi (35€). Sulla costa atlantica dell'Argentina c'è una grande biodiversità e da giugno a dicembre sostano le balene al largo della penisola per nutrirsi e crescere i piccoli. Quando le acque diventano troppo calde migrano al sud. Prima di partire è necessario indossare un giubbotto di salvataggio e così Puerto Piramides piena di turisti in attesa si colora di arancione. Saliti sul gommone parcheggiato sulla spiaggia siamo stati portati in acqua da un trattore alla stregua della manovra per spostare un aereo dal gate. Dopo una ventina di minuti abbiamo avvistato le balene e ci siamo avvicinati con cautela spegnendo i motori. Erano madre e figlio e tra sbuffi, richiami sonori e colpi di coda sono arrivati fino al gommone. Mi è sembrato d'essere all'interno di un documentario tanto erano vicine. L'acqua vaporizzata che veniva espulsa per respirare ci rinfrescava e sembrava che giocassero tra loro e ci salutassero con la pinna. Ogni tanto si immergevano facendoci vedere la coda e quando riemergevano si poteva intuire la lunghezza approssimativamente di 13mt (come massimo possono arrivare fino a 15). Siamo rimasti mezz'ora ad osservare questi incredibili cetacei fino a quando sono passati sotto di noi e si sono allontanati. Ma lo spettacolo più incredibile è arrivato del tutto inaspettato. La balena più grande, la madre, ha fatto un salto fuori dall'acqua con grazia ed eleganza. L'impatto per rientrare in mare è stato meno delicato ma altrettanto impressionante. A distanza di qualche secondo si è ripetuta per altre tre volte. Meglio di così non poteva andare! Nel pomeriggio ho tentato l'autostop per visitare il resto della penisola ma l'unico che si è fermato era un ragazzo del luogo in moto. Pensavo di avercela fatta quando ho chiesto a quattro cuneesi ma si sono abilmente defilati. Erano sicuramente della Juventus! Ho passeggiato sulla spiaggia e mentre cercavo un posto riparato dal vento per sorseggiare una birra ho incontrato per la terza volta Nicolas, un ciclo-viaggiatore francese. La prima volta era al confine tra Cile ed Argentina e la seconda a Resistencia, venti giorni fa ed a più di 3000km da qui! Abbiamo chiacchierato fino al tramonto quando il vento è divenuto freddo. Sono rientrato all'ostello per cambiarmi ed andare a vedere le stelle e già il paese mi sembrava una città fantasma dopo la partenza di tutti i turisti. Alle dieci la sabbia correva sull'asfalto ed il vento ululava tra le case ed io ero l'unico a passeggiare in direzione del mare. La marea cominciava a salire ed inavvertitamente sono finito con un piede nell'acqua. L'unica fonte di luce era la torcia del cellulare ma era sufficiente per arrivare abbastanza lontano e trovarmi senza le luci del porto. Le stelle erano milioni e mi sono sentito piccolo piccolo difronte a tutta l'immensità dell'universo. Il pensiero cosmico è stato bruscamente interrotto da una frana alle mie spalle. Per fortuna ero seduto vicino al mare non curante del vento sempre più forte. La sabbia arrivava da ogni parte e la marea era sempre più alta e mi sono incamminato verso l'ostello.


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