La ruta de los 7 lagos


Foto 1
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12 novembre 2014

Stamattina mi sono alzato un po' in ritardo perché il letto era comodissimo. Alle nove ho fatto colazione e, lasciata la roba non necessaria per i tre giorni seguenti, sono sceso in strada a prendere il bus per il terminal. Non passava niente di niente e ho deciso di salire su un taxi (40ars/3,5€). Appena in tempo per prendere la coincidenza diretta a Villa la Angostura (foto 1).


Bariloche 9:45 -> Villa la Angostura 11:00

(52ars/4,5€)


Altri panorami meravigliosi a far sembrare un istante il viaggio durato un'ora. Appena sceso ho noleggiato la bicicletta (330ars/31,5€). Il servizio era ottimo, con molti consigli, un mini corso di sostituzione camera d'aria e riparazione della catena e tutti i punti interessanti lungo il percorso. Per evitare di caricarmi lo zaino sulle spalle la bici era dotata di un piccolo portapacchi posteriore. Con un po d'ingegno siamo riusciti a legarlo lasciandomi comunque la possibilità di estrarre la macchina fotografica.

Foto 2
Foto 2

Durante l'attesa ho sorteggiato più volte il mate offerto dalla casa. Oramai lo apprezzo più del the classico. Alle 13 ho imboccato la famosa ruta 40 in direzione San Martin de los Andes (foto 2). Questa strada inizia al confine con la Bolivia e termina alla Terra del Fuego attraversando quindi tutta l'Argentina. Il percorso è stato un susseguirsi di salite e discese costeggiando laghi, fiumi e cascate le cui acque turchesi arrivano direttamente dalle montagne circostanti. La giornata era perfetta con un bel sole caldo, poco vento ed il cielo azzurro. Lungo la strada una miriade di fiori gialli aggiungevano colore ai panorami uno più spettacolare dell'altro (foto 3, 4, 5, 6). Ogni tanto mi fermavo nei punti panoramici ed arrivato al lago Espejo ho fatto una sosta di un'ora e mezza chiacchierando con due ragazzi di Buenos Aires (foto 7 e 8). Hugo ha studiato e cerca di lavorare nel cinema ed il suo film preferito è Ladri di biciclette. Come dargli torto! Un po' di vino, una frutta e poi sono ripartito. Ad un certo punto l'asfalto si è interrotto e la strada per ben 19km è diventata sterrata e piena di sassi. Le auto i bus ed i tir con rimorchio che passavano a tutta velocità sollevavano un polverone tremendo rendendo più faticosa la pedalata. Anche lo zaino non ha apprezzato la cosa ed ogni tanto si sbilanciava a destra e sinistra creandomi ulteriori difficoltà.

Foto 3
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Foto 6
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Foto 4
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Foto 7
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Foto 5
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Foto 8
Foto 8

Al mirador del lago ho fatto una sosta panino e sceso dalla bici la gamba destra è sprofondata nel terreno fino all'altezza del ginocchio. Pantalone e scarpa completamente ricoperti di sabbia vulcanica imbevuta d'acqua! Mi sono pulito e dopo essermi rifocillato ho ripreso a pedalare. Alle 19:00, dopo 55km percorsi, sono giunto al lago Traful dove avrei dormito ma non avendo la tenda mi sono sistemato con il sacco a pelo nella cucina. Il lago era una meraviglia con le solite montagne innevate a fargli da contorno. Tre persone erano intente a praticare la pesca alla mosca ed ogni tanto tiravano su un salmone ma poi lo liberavano (foto 9 e 10). Alle nove è calato il sole facendo drasticamente scendere la temperatura. Essendo ancora bassa stagione il camping era in fase di lavori e quindi non c'era l'elettricità. L'unica luce era data dalle due candele in cucina. Come riscaldamento una piccola stufa a legna teneva caldo l'ambiente pieno di spifferi e con pareti fatte da tavole di legno spesse 5mm. Dopo una bella doccia calda ho preparato al lume di candela una specie di carbonara con al posto del guanciale i würstel (foto 11).

Foto 9
Foto 9
Foto 10
Foto 10
Foto 11
Foto 11

Dopo cena ho raggiunto il gruppo degli otto pescatori di Bahia Blanca (foto 12). Radunati intorno al fuoco con un bicchiere di vino e sotto l'immensità del cielo stellato, ero in pace con il mondo! Il riflesso delle stelle nel lago creava un effetto d'incredibile bellezza. Il movimento dell'acqua dava l'impressione che una miriade di puntini luminosi rimbalzassero sul lago mentre la sabbia piu scura della riva generava un effetto ottico per il quale pareva d'essere sull'orlo di un burrone. Questi sono i paesaggi che lo sciamano ricerca! Rientrando nella cucina per dormire ho subito sentito la mancanza del calore del fuoco. Mi sono coperto ed infilato nel sacco a pelo ma il gelo che saliva dal cemento mi faceva tremare. Ho preso una coperta termica che mi aveva regalato la mia nonnina francese e me la sono avvolta intorno. Per non stare a contatto con il pavimento ho dormito su una sedia. Dormito è un po forte come parola ma comunque sono riuscito a riposare.

Foto 12
Foto 12

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