Buenos Aires (giorno 3)


La giornata è iniziata con la ricerca della sistemazione per la notte. Dal locutorio aromatizzato dall'utente che mi aveva preceduto ho chiamato e riservato un hotel più costoso (160ars/15€) ma tutti gli altri erano al completo. Anche oggi c'è un bel cielo azzurro senza una nuvola e gli alberi con fiori viola ricordano che è iniziata la primavera. Le strade sono piene di gente e suonatori occasionali che rendono ancora più piacevole la giornata (foto 1). Stamattina avevo in programma di andare a visitare l'interno della casa rosada aperta e gratuita il sabato e la domenica. La condizione dell'edificio non è delle migliori con svariate crepe all'intonaco ma alcuni ambienti sono ben tenuti e degni di nota. La sala bianca dove avviene il passaggio di testimone tra presidenti è magnifica con un grande lampadario nel centro, busti e decorazioni dorate (foto 2). Oltre agli ambienti governativi ci sono spazi che ricordano un museo (foto 3), con la storia della Nazione, quadri dei presidenti dei paesi sud americani, foto di personaggi che hanno dato lustro all'Argentina ed una sala dedicata all'amatissima Eva Duarte Peròn.

Foto 1
Foto 1
Foto 2
Foto 2
Foto 3
Foto 3

Da qui si accede alle stanze dove lavorava, ora piene di reliquie e cimeli. Tramite una porta vetrata sono uscito sul balcone dal quale parlava al popolo argentino (foto 4). Nel mezzo del palazzo c'è un bel patio luminoso con palme ed una fontana (foto 5), mentre verso l'uscita ci sono due scalinate rispettivamente denominate Italia e Francia per le opere in memoria del centenario dell'indipendenza regalate dai due paesi. La stima tra Peròn e Mussolini era reciproca ed il leader Argentino apprezzava anche Adolf Hitler cosa che non viene spesso raccontata. Terminata la visita sono andato al museo del bicentenario realizzato al di sotto del piano stradale per riportare alla luce i resti della vecchia dogana. Si ripercorre la tumultuosa storia del paese tramite oggetti e video abilmente confezionati per mettere in luce i personaggi amati. Nel museo c'era anche un murales del Messicano Alfaro Siqueiros realizzato in collaborazione con altri artisti. Per apprezzarlo a pieno ci si sdraia sul pavimento e sembra di trovarsi sott'acqua con i personaggi fiabeschi che ti avvolgono (foto 6).

Foto 4
Foto 4
Foto 5
Foto 5
Foto 6
Foto 6

Realizzato per un privato in uno spazio con un soffitto a volta, venne recuperato letteralmente sezionando la stanza e trasportandolo in container. Nel pomeriggio mi sono diretto verso la Recoleta e nel tragitto ho notato che i negozianti si chiudono a chiave all'interno. Vista la situazione del paese per le strade ci sono persone che non hanno nulla da perdere e la prudenza non è mai troppa. Sono riuscito nell'impresa di acquistare del tabacco argentino dopo aver chiesto ad almeno cinquanta tabaccai. Il quartiere della Recoleta è ben curato, ci sono molti spazi verdi (foto 7 e 8) ed ospita il cimitero più famoso dell'Argentina. Qui sono sepolte molte celebrità, eroi militari e famiglie con storie particolari alle spalle. I mausolei più visitati sono quelli del generale Sarmineto ed ovviamente quello di Eva Duarte Peròn (foto 9). Dopo un po' di relax nel parco, sono tornato verso l'ostello e mi sono trasferito nel nuovo hotel "La brisa del mar". Non so proprio da dove derivi questo nome, ma il corridoio in stile Shining ed i palazzi che lo circondano non danno molto l'idea di trovarsi al mare.

Foto 7
Foto 7
Foto 8
Foto 8
Foto 9
Foto 9

Per cena mi sono incontrato con Ector e Silvia, due signori conosciuti a Purmamarca nel nord dell'Argentina. Mi hanno portato a mangiare la pasta ed io ho preso dei cannelloni che d'italiano avevano solo il nome. Il sapore non era male ma il ripieno era solo di verdura! Abbiamo chiacchierato fino alle due e poi mi hanno riportato all'hotel. Oltre ad avermi offerto la cena ho approfittato per lasciargli una busta di abbigliamento ed oggetti che non avrei adoperato in Patagonia e che recupererò una volta di ritorno a Buenos Aires. Così facendo mi sono alleggerito di 3-4 kg! Prima di dormire ho riparato con ago e filo di nylon il sostegno destro dello zaino che si stava pericolosamente scucendo (foto 10). Speriamo bene!

Foto 10
Foto 10

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