Buenos Aires (giorno 2)


7 novembre 2014

Questo ostello mi piace proprio peccato che sia tutto pieno e per sabato notte dovrò trovare un altra sistemazione. La ricca colazione  comprende succo di frutta, latte e cereali, thè, pane e marmellata, dulce de leche e uova strapazzate! Ben rifocillato sono uscito per visitare. Per conoscere al meglio una città non c'è modo migliore che camminare e per raggiungere il barrio de la boca me la sono fatta tutta a piedi passando dal centro al quartiere San Telmo fino al vecchio porto. La Boca è un quartiere popolare ed in alcune zone e meglio non addentrarsi mentre la zona del caminito e dintorni è diventata molto turistica. Le casette ammassate una sull'altra con pareti e tetti in lamiera multicolore risalgono alla fine dell'Ottocento quando in città arrivarono in massa migliaia di immigranti. Gli avanzi delle latte di vernice versati sui tetti ora contraddistinguono il quartiere e ne hanno fatto l'immagine da cartolina fotografata da migliaia di turisti (foto 1). Ai balconi si affacciano i manichini di grandi personaggi argentini come Maradona, Eva Duarte Peròn, Che Guevara, Papa Francisco e perfino Mafalda (foto 2). Allontanandomi verso la periferia ho incontrato un gruppo di ragazzi intenti a cuocere salsicce sulla brace lungo e mi è sembrato il miglior modo per pranzare senza spendere cifre esagerate nei ristoranti acchiappa turisti. Dopo due chiacchiere mi hanno offerto una bevanda rinfrescante che qui va molto di moda...Fernet Branca e Coca Cola! Ottima!!! Ho visitato la mostra di pittura del maestro Argentino Quinquela Martin nelle quali opere ha spesso rappresentato la vita portuale del barrio per poi dirigermi verso la Bombonera, lo stadio del Boca Junior (foto 3, 4, 5). Quest'ultimo come anche i bar, ristoranti e negozi è completamente giallo blu riprendendo

i colori societari. Derivano dalla bandiera di una nave svedese ancorata al porto de la Boca nel 1905 anno di fondazione del club. Inoltre il soprannome dei tifosi è xeneises (seneise) essendo Genova il porto di partenza delle navi dirette in Argentina. All'interno c'era il museo ma lo visiterò al mio secondo passaggio in città. Con un bus mi sono spostato al quartiere del Retiro dove bei palazzi in stile francese si alternano a grattacieli. Sulla verde piazza si affaccia l'imponente stazione dei treni e nel mezzo svetta una bella torre con orologio regalata dagli inglesi (foto 6). Dopo un po di riposo nel prato con i piedi scalzi ed una Quilmes (birra popolare tipo la nostra Peroni che prende il nome da un quartiere di Buenos Aires) mi sono spostato a Palermo Viejo. È un quartiere elegante con negozi alla moda, bar pieni di giovani e bei palazzi non eccessivamente alti (foto 7). Qui ho incontrato per la prima volta i parcheggiatori ed in questa città mi sembra sempre più di trovarmi a casa. Era ormai ora di cena ed ho cercato una parrilla consigliata dalla guida. Sembrava un'osteria e la mezza porzione di manzo alla brace che mi hanno portato avrebbe sfamato almeno altri due commensali (foto 8 e 9). Con la panza piena ho preso l'ennesimo bus per avvicinarmi all'ostello. Sono sceso alla Casa Rosada che di notte è completamente illuminata con led rosa shocking (foto 10). L'origine del colore risale alla prima costruzione ubicata in quel luogo, il fortino spagnolo. Nella calce adoperata per l'intonaco si mescolava il sangue di vacca così ottenendo il colore rosato. Sempre cammimando sono rientrato stanco morto in ostello.


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