Puerto Iguazu


Foto 1
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3 novembre 2014

Riprendendo il discorso sui prezzi argentini, in base alla guida il costo del bus per raggiungere le cascate avrebbe dovuto essere 10 ars, mentre a distanza di due anni è passato a 40 ars. Anche il biglietto d'ingresso al parco è aumentato e per gli stranieri costa 21 ars/20€. La parte argentina è sicuramente più scenografica ed interessante di quella brasiliana. Ci sono due passerelle che si snodano tra le varie cascate permettendo di ammirarle dall'alto e dal basso. Sembrava di essere in un covo di pirati, mancava solo il galeone (foto 1 e 2)! Un trenino collegava l'ingresso con l'inizio dei sentieri ed arrivava fino alla passerella per la Gola del Diavolo. Le forti piogge dei giorni scorsi hanno però innalzato il livello del Rio Iguaçu e reso impraticabile il camminamento. Le cascate hanno anche una leggenda tramandata dai guaraní. Si racconta che il rio Iguaçu fosse abitato da un enorme serpente di nome Boi e gli indigeni fossero soliti offrirgli in sacrificio ogni anno una giovane ragazza. Un giorno capitò che un ragazzo di nome Tarobà si innamorò proprio della ragazza destinata a Boi. Quest'ultima, di nome Naipí, venne rapita dal giovane e fuggirono su una canoa. Il serpente andò su tutte le furie e per bloccarne la fuga divise in due il suo corpo dividendo così il corso del fiume, creò le cascate e trasformò Tarobà in albero e Naipí nelle cascate così che non potessero mai essere uniti. Ma una bella storia ha sempre un lieto fine ed infatti nelle giornate di sole l'arcobaleno crea un ponte tra i due amanti superando le forze del male. Un sentiero meno battuto dalle orde turistiche è il Macuco trail che si addentra per 3,5 km nella selva fino a raggiungere una cascata dove ho potuto fare un bel bagno corroborante (foto 3 e 4).

Foto 2
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Foto 3
Foto 3
Foto 4
Foto 4

La calura era davvero tanta ma ne è valsa la pena per ammirare nel loro ambiente naturale tucani, iguane, scimmie, capibara (una specie di topo gigante), una miriade di farfalle multicolore ed i bruchi che lo diventeranno (foto 5, 6, 7).

Foto 5
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Foto 6
Foto 6
Foto 7
Foto 7

Anche qui una piccola nota negativa data dal frastuono dell'elicottero che sorvolava le cascate per accompagnare i turisti più facoltosi ad ammirare lo spettacolo dall'alto (foto 8). Dopo aver affrontato il percorso di ritorno avevo i piedi distrutti e sognavo una doccia che ho abilmente rimediato nell'ostello dove alloggiavo. Per concludere la mia permanenza ho cenato con tre empanadas (pollo, manzo, prosciutto e formaggio) ed ho realizzato che è proprio da questo spuntino che il signor Findus ha rubato l'idea dei sofficini! A mezzanotte e mezza ho preso il bus per Posadas così da riaparmiare anche sul costo della notte. Geniale! Però che notte breve che mi attende!

Foto 8
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