Posadas e le missioni gesuitiche


4 novembre 2014

Arrivato al terminal dei bus di Posadas pioveva ed erano solo le cinque del mattino. Approfittando del fatto che volevo continuare a riposare mi sono sdraiato come un barbone nella sala d'attesa e ho dormito un paio d'ore abbracciato allo zaino. Alle sette e mezza ho preso un autobus locale per raggiungere il centro città e trovare una sistemazione. Un'ora a girare e tra un ostello pieno, uno caro ed uno abbandonato, e ho trovato la bettola giusta per la notte (150 ars/14€). Cercavo una camerata con bagno in comune ma non c'era. Mi hanno dato una stanza con sei letti ed un bagno...solo per me! In Argentina non sarà facile trovare sistemazioni veramente economiche e soprattutto sarà necessario vagare un po' per stanare quelle accettabili. Una volta sistemato ho finalmente portato a lavare una busta di vestiti classificati come arma chimica (50 ars/4,7€) che viaggiava sigillata da quasi una settimana. La fermata in questa città ordinaria è data dalla vicinanza a numerose rovine di missioni gesuitiche risalenti al XVII secolo. Nacquero nel 1609 per evangelizzare gli indigeni guaraní della zona ma anche per proteggerli dalla minaccia della schiavitù e dall'influenza della società coloniale. Dapprima con dimensioni ridotte ed in legno vennero poi ampliate e gli edifici furono realizzati con la tipica pietra rossa della zona. Le trenta reducciones (missioni) sparse nell'attuale Brasile, Argentina e Paraguay negli anni di massimo splendore ospitavano quasi 100.000 guaraní (foto 1).

Foto 1
Foto 1
Foto 2
Foto 2
Foto 3
Foto 3

La vita si sviluppa intorno alla grande piazza centrale dove si affacciava la chiesa e le abitazioni (foto 2, 3, 4, 5). C'erano anche un ospedale, dei laboratori artigianali, una grande casa per le vedove e mogli ripudiate, un cimitero, un orto, la casa del capo della comunità guaraní ed il cabildo (consiglio municipale). Spesso costretti a difendersi dagli attacchi delle bande armate brasiliane in cerca di manodopera per le piantagioni di canna da zucchero, ottennero un periodo di tranquillità in seguito alla vittoria contro 3000 schiavisti nella battaglia di Mbororó. La musica e le opere d'arte realizzate risultarono una fusione tra l'influenza europea e le tradizioni indigene, generando lo stupefacente barocco guaraní. Nel 1767 la corona spagnola indispettita dall'influenza della chiesa sui propri territori bandì i missionari dando il via alla fine delle reducciones. L'interessantissimo film "Mission", con Robert De Niro e Jeremy Hirons e la favolosa colonna sonora del Maestro Ennio Morricone, ripercorre queste vicende. Sfortunatamente la pioggia è stata la fedele compagna durante la visita a San Ignacio e Sant'Ana, però almeno ero solo e mi sono goduto la tranquillità dei luoghi (90 ars/8,5€). Nella seconda visita non c'era praticamente nulla d'interessante se non il cimitero usato fino al 1980.

Foto 4
Foto 4
Foto 5
Foto 5
Foto 6
Foto 6

È stato inquietante camminare tra le cappelle di famiglia con le porte scardinate e le bare aperte cadute in terra (foto 6 e 7). Dopo tre giorni di camminate i piedi chiedevano pietà ma per raggiungere la strada principale mancava 1 km. Ho provato a fare l'autostop ma senza successo. Tornato a Posadas con lo stesso bus dell'andata (25 ars/2,4€) ho raggiunto l'hotel e tolte le scarpe non ho più voluto indossarle neanche per andare a cena! Mi sono visto su YouTube "La mafia uccide solo d'estate" (bellissimo!) per poi svenire nel morbidissimo materasso.

Foto 7
Foto 7

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