Foz do Iguazu


Foto 1
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2 novembre 2014

Siamo in una zona chiamata de las tres fronteras (le tre frontiere), dove Paraguay, Brasile ed Argentina si trovano una di fronte all'altra e c'è chi passa il confine verso il Paraguay solo per fare compere vantaggiose. Foz do Iguazu come Ciudad del Este sul lato paraguayano non meritano nessun commento particolare essedo prive di fascino e con troppi palazzoni che non hanno molto a che vedere con la natura circostante. Dopo una ricca colazione siamo partiti in direzione delle cascate con un bus locale che impiegava quaranta minuti per raggiungerle. Il biglietto d'ingresso non era molto economico però ero sicuro che ne sarebbe valsa la pena (52,2brl/17€). Dentro al parco una navetta attraversava la giungla su una comoda strada asfaltata fino all'inizio del sentiero da percorrere a piedi. I suoni che giungevano dalla fitta vegetazione permettevano d'immaginare quali animali esotici la abitassero ed avrei voluto scendere per addentrarmici a piedi ma questo lo faró con Ilaria quando andremo in Amazzonia! Scendendo lungo i 1500 mt del sentiero, accessibile a chiunque, si poteva subito udire il fragore dell'acqua e dopo pochi metri ecco apparire la potenza della natura. Una serie di cascate su due livelli immerse in una verde e rigogliosa selva con un arcobaleno che attraversava tutta la valle (foto 1).

Foto 2
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Questo non era che l'inizio del camminamento. Continuando si apprezzavano farfalle multicolore ed i simpatici quatis che infilavano il loro buffo nasone in ogni pertugio della terra alla ricerca di cibo e perfino nel mio zaino. Essendo selvatici non bisogna alimentarli ed è meglio rimanere a distanza vista la loro aggressività (foto 2). Continuando a camminare apprezzando i panorami di altre cascate abbiamo raggiunto la famosa Garganta del Diablo (gola del diavolo, foto 3). La potenza dell'acqua che si infrangeva a valle era talmente forte che gli spruzzi e schizzi mi hanno completamente lavato ma per fortuna indossavo il fantastico poncho impermeabile! Che ottimo acquisto è stato lo porterò sempre con me! (foto 4). Una passerella conduceva fin sopra ad una cascataa ed ovunque volgessi lo sguardo non vedevo che acqua precipitare nella gola sottostante. In totale ci sono ben 130 cascate più o meno impressionanti ma nel complesso non si può che rimanere a bocca aperta (foto 5).

Foto 3
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Foto 4
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Foto 5
Foto 5

Le pareti rocciose in basalto ricoperte da una verdeggiante vegetazione erano uno spettacolo altrettanto affascinante. Non voglio fare il pignolo ma volgendo lo sguardo verso destra sul lato Argentino c'era l'orribile Sheraton. Una struttura che ricorda vagamente una schifezza in cemento. Ma se proprio la gente non può far a meno di dormire nel parco gli architetti non potevano essere più attenti alla natura circostante (foto 6). All'uscita ho pranzato con un'empanadas vegetariana preparata all'istante e poi ho visitato il Parque Das Aves dove uccelli tropicali, farfalle e rettili convivono in gabbie più meno anguste. In alcune più grandi era possibile camminare in mezzo a tucani, pappagalli ed una miriade di volatili colorati (foto 7, 8, 9). Per concludere la giornata ho girato tutta la città alla ricerca di un bancomat disposto ad erogarmi denaro e dopo un paio di km a piedi sono riuscito nell'impresa. Recuperato lo zaino ho preso l'ultimo bus diretto sul lato argentino a Puerto Iguazu (4brl/1,3€) e passato il confine ho cercato da dormire.

Foto 6
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Foto 7
Foto 7
Foto 8
Foto 8

Credo che l'Argentina sarà complicata per via dell'inflazione galoppante maggiore di quanto le stime ufficiali comunichino. I prezzi sono fuori controllo e gli ostelli chiudono e cambiano nome/gestore dall'oggi al domani. Qui come a Salta prima di trovare una sistemazione spartana con letti in camerata ho girato almeno un'ora (100ars/9,4€). Per cena hamburger per strada (35ars/3,3€) e poi un paio di birre in compagnia di Augusto ed un altra coppia di brasiliani prima di svenire nel morbido letto.

Foto 9
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