Salta


Foto 1
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28 ottobre 2014

I due giorni a Salta ho deciso di prenderli con calma e rilassarmi senza fare cose particolari. L'unica vera esigenza è stata trovare un bancomat che mi permettese di ritirare pesos argentini. Per ben sette tentativi i vari sportelli mi ripetevano che la carta non era abilitata ma poi finalmente ho rintracciato una filiale con l'adesivo Visa Electron e li sono riuscito a completare l'operazione. Ho passeggiato per il centro, fatto la spesa al Carrefour e tornare alla civiltà dopo giorni di strade polverose, distese di sale e villaggi senza alcun sevizio è stato strano. Anche qui si beve poco e le birre vengono vendute in bottiglioni da un litro oltre agli altri formati (foto 1). Ho confezionato un bel paninozzo con una specie di baguette e me lo sono gustato in piazza. Nel pomeriggio ho visitato il Museo de Arqueologia de Alta Montaña (40ars/4€), dove sono conservate tre mummie bambino ritrovate nel 1999 sulla cima del vulcano Llullaillaco a ben 6740 mt di altezza. Gli incas consideravano l'offerta di bambini di alto rango un modo per compiacere o placare gli dei e questi non potevano che essere le più alte cime della catena andina. Prima di essere sacrificati venivano accuratamente scelti e portati poi a Cuzco, il centro cerimoniale dell'impero Inca.

Foto 2
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Qui si svolgeva il festoso rituale della "capacocha" e successivamente i prescelti tornavano a casa seguendo una linea retta comportando viaggi lunghi anche mesi! Da li venivano condotti sulla montagna e dopo averli storditi con la cicha (bevanda alcolica che si ottiene dalla fermentazione del mais) o con un colpo in testa venivano messi in una buca profonda un paio di metri con una serie di oggetti e statuine che li avrebbero aiutati a raggiungere i loro progenitori. Grazie alle condizioni climatiche presenti a quell'altitudine i corpi sono perfettamente conservati. Si possono osservare le treccine nei capelli, i tessuti, le scarpe e gli oggetti rinvenuti nella fossa hanno piume e rifiniture talmente luminose e colorate che sembrano stati appena confezionati (foto 2). Anche il volto è straordinariamente espressivo ed oltre a farmi viaggiare indietro nel tempo mi ha permesso di vedere la straordinaria somiglianza con i nativi presenti oggi sul territorio della Bolivia e nel nord Cile/Argentina (foto 3).

Foto 3
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Foto 4
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Foto 5
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Salta è molto carina con la classica piazza porticata, una bella basilica ed altri edifici coloniali ben conservati (foto 4, 5, 6) e per le strade ci sono un sacco di Fiat Uno e 127, ma è da quando sono entrato in Argentina che l'avevo notato. Girando per il Sud America si nota subito la forte influenza della religione cristiana nella vita di tutti i giorni e nelle varie istituzioni. In particolare i collegi che garantiranno i nuovi credenti del futuro sono tutti intitolati a vergini, santi o miracoli di ogni sorta (foto 7). Tutti, e dico proprio tutti, passando davanti ad un edificio religioso si fanno il segno della croce e le chiese brulicano fedeli. Un altro posto che in Argentina è sempre affollato sono le peñas, dove si mangia ed ascolta dal vivo musica tipica. Per cena sono andato alla "Casa del Molino" e per raggiungerla ho camminato per 2 km.

Foto 6
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Foto 7
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Foto 8
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Si tratta di una casa coloniale con patio interno dove chiunque può portare i propri strumenti e suonare. L'ambiente era festoso, il vino della casa buono e la carne di manzo cotta alla brace una vera delizia (foto 8 e 9)! Mi sono poi aggregato ad una tavolata dove si cantava e si suonavano tre chitarre, uno charango, tre flauti ed un tamburo!!! La sangria scorreva ed io ne approfittavo ed ho conosciuto tra gli altri un ragazzo nepalese chiamato Pedro e Noe, una ragazza di Salta che lo ospita da oramai un mese. Alle 4:00 ci hanno cacciato dal locale e per fortuna erano motorizzati così mi sono fatto accompagnare fino all'hotel.

Foto 9
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