Il Salar e le lagune


Foto 1
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23 ottobre 2014

La notte nell'albergo di sale è stata confortevole fino a quando un fil di ferro uscito dal materasso mi si voleva conficcare nella coscia. Era notte fonda e con l'aiuto del coltellino svizzero e della luce del cellulare ho risolto la cosa per continuare a dormire. Dopo una bella colazione con pane secco burro e marmellata volevo farmi una doccia. Siccome era solo fredda, anzi gelata, ho deciso che per il terzo giorno di fila il leggero strato di zozzo mi avrebbe protetto dal freddo! Alle 8 eravamo tutti pronti per il secondo giorno di escursione nel Salar e mentre i mezzi di tutti gli altri sfilavano davanti al nostro ostello noi rimanevano invano in attesa. Per tentare di sbloccare la situazione mi sono fatto prestare un cellulare dal proprietario dell'unico microscopico negozietto locale per chiamare Sandra la titolare dell'agenzia. Erano le 9:00 e con la calma che contraddistingue i boliviani mi comunicava che entro dieci minuti sarebbe arrivato il mezzo. Balla colossale visto che davanti a me si presentava un deserto di sale e potevo vedere ogni veicolo in arrivo a distanza di 30km ma almeno sapevamo che qualcuno stava arrivando. Abbiamo atteso chiacchierando, mangiando frutta ed io facendo foto e poi finalmente alle 10 ecco arrivare la nostra land cruiser. Caricati i bagagli, le vettovaglie e gonfiate le due ruote posteriori leggermente a terra (foto 1, evviva l'avventura!) siamo finalmente partiti in direzione del vulcano Ollagüe ancora attivo (foto 2).

Foto 2
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Foto 3
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Foto 4
Foto 4

Per descrivere adeguatamente i paesaggi che abbiamo attraversato dovrei essere uno scrittore ma sfortunatamente ai temi d'italiano prendevo a malapena 6,5. Vastità desolate e desertiche e come cornice montagne alte 6000 mt e vulcani spenti. Strade intuibili dalle scie lasciate dagli altri veicoli ed un immenso cielo azzurro così come appare quando ci si trova a quasi 4000 mt. Ogni tanto facevamo qualche sosta per andare in "bagno" o scattare qualche foto. Per l'ora di pranzo eravamo alla prima laguna. Due vulcani che si specchiano nelle acque rese verdi e bianche dai minerali ed una miriade di fenicotteri rosa che volano, si sfidano e si cibano dei microorganismi che la laguna gli offre. Come può essere spettacolare la natura! (foto 3 e 4). Mangiato il solito pollo con patate e pasta scotta abbiamo continuato il giro delle lagune che in totale sono cinque ed ognuna è incastonata in uno scenario incredibile. Variano anche i colori per via dei diversi minerali, alghe o agenti atmosferici alle quali sono sottoposte (foto 5, 6, 7).

Foto 5
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Foto 6
Foto 6
Foto 7
Foto 7

Con l'aumentare dell'altitudine ed il calare del sole il vento freddo cominciava a farsi sentire ma tutti i miei indumenti caldi erano nello zaino sul tetto del 4x4. Per fortuna Quentin il ragazzo neozelandese mi ha prestato un pile altrimenti non avrei più potuto scendere dal mezzo! Come ultima tappa ci siamo fermati al fotografatissimo albero di pietra, una roccia vulcanica lavorata dal vento e dalla pioggia (foto 8). Qui il vento ed il freddo si sono fatti pungenti e giunti alla spartana sistemazione in adobe dove avremmo passato la notte mi è cominciata a salire la febbre. Oltre al nostro gruppo erano presenti ragazzi francesi, austriaci e boliviani con i quali abbiamo condiviso la cena a base di zuppa e "pasta" con cipolla e pomodoro. Per affrontare il freddo gelido del desertico altipiano abbiamo acceso una piccola stufetta e la stanza è stata invasa da un gradevole odore simile ad incenso mentre la febbre era sempre più alta. Preso un altro paracetamolo mi sono infilato nel sacco a pelo, sotto due coperte di alpaca ed un piumone.

Foto 8
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