Los Yungas


Foto 1
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14 ottobre 2014

Prima di raccontare la giornata tenevo a sottolineare che i Boliviani mangiano male, molto male. Bere significa acquistare una bevanda gassata e quando cerco dove acquistare dell'acqua si chiedono il perché di tale domanda. I cibi fritti e grassi che si trovano per strada sono molto saporiti ed a basso costo, ma una dieta basata su questa tipologia di alimenti porta problemi di salute ed obesità. Molta gente non può preoccuparsene in quanto la priorità è saziarsi con pochi bolivianos, ma con tutte le verdure prodotte in loco un'alternativa economica esiste.

Foto 2
Foto 2

Dopo una ricca colazione in compagnia di Javier mi sono incamminato per la passeggiata nelle Yungas. L'obiettivo di questa giornata era di entrare in contatto con la comunità afro-boliviana originaria dall'importazione di schiavi da parte degli spagnoli per lavorare nelle miniere di Potosi. Il primo tratto è stato molto piacevole e colorato da  farfalle ed uccelli che mi giravano intorno. Il panorama sulle colline circostanti e sul fiume che scorre a valle era davvero notevole. Questa bellezza è però a rischio per via delle crescenti piantagioni di coca (foto 1) che vanno ad alimentare oltre al fabbisogno locale anche la produzione di cocaina. Proprio in questa zona sono presenti raffinerie ben nascoste nella boscaglia e nessuno vuole privarsi di questa fonte di guadagno in una località alquanto povera. Un'alternativa potrebbe venire dal turismo ma finché l'unica strada per arrivare qui sarà la Ruta De La Muerte questa possibilità resterà limitata. Giunto a valle presso il rio Solacama mi sono riposato (foto 2) ed ho pranzato con la quinoa avanzata dalla cena del giorno precedente. Qui ho intrapreso la salita per raggiungere Chicaloma. Mi ha letteralmente sfiancato sia per il sole cocente ma soprarturro per i 15 kg dello zaino. Lungo la salita ho condiviso uno snack con Michael un coltivatore di coca afro-boliviano e mi sono potuto reidratare con un poco della sua acqua. L'ultima parte del percorso era fortunatamente in discesa e per rientrare a Chulumani ho rimediato un passaggio su una sgangherata e polverosissima Toyota (foto 3). Una volta in paese ho tentato di connettermi con il wifi ma qui non sanno che per adoperarlo è necassaria una password e quindi anche se la rete c'era non ho potuto usufruirne. Per rendere l'idea del posto la sala giochi sembrava quella dei bar anni 80 dove andavamo a giocare a Street Fighter, l'unica differenza è che qui non c'era il bar ma solo una buia stanza polverosa.

Foto 3
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