La paz


Foto 1
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9 ottobre 2014

Giornata tranquilla dedicata alla visita di La Paz per abituarmi bene all' altura. Un urbe così estesa nel mezzo di una vallata non ha un bellissimo impatto visivo anche per via delle costruzioni non intonacate com'è costume in Bolivia. Gli unici edifici conclusi sono i grattaceli che sono antiestetici di loro ma il panorama è comunque mozzafiato grazie alle Ande che fanno da cornice (foto 1). Le vie sono caotiche e lo smog raggiunge livelli quasi insopportabili quando si creano ingorghi di bus, micro, trufis e taxi che non devono passare dal meccanico molto spesso. Qui infatti l'importante è spostarsi e da questo punto di vista vanno alla grande. I mezzi sopra elencati passano in continuazione tanto che si litigano i passeggeri. Per tentate di caricarne il maggior numero c'è un persona preposta che affacciata dallo sportello urla le destinazioni ed il costo. È loro intetesse in quanto il mezzo è di proprietà e quindi la mobilità anche se caotica funziona.

Passeggiando per le stradine del centro mi sono imbattuto nel mercato delle streghe (mercado de Hechiceria), dove oltre ad amuleti per propiziare la buona sorte erano esposti dei rinseccoliti feti di lama di varie dimensioni e prezzi e lama appena nati che non sono sopravvissuti al freddo (foto 2 e 3). Vengono acquistati ogni qual volta si costruisce una casa, un ponte, un edificio e sono interrati nelle fondamenta come offerta alla Pachamama (la Madre Terra). Nel tardo pomeriggio dopo aver pranzato con un'ottima papa rellena (patata ripiena di carne e verdura) sono salito nel punto più alto della città con la nuovissima teleferica. Pensavo di state giusto il tempo di un paio di foto ed invece sono rimasto fino al tramonto. Oltre alla bellezza del panorama ero incuriosito da una serie di porticine colorate che si susseguivano lungo il bordo della strada sterrata e mi chiedevo cosa nascondesero (foto 4).

Foto 2
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Foto 3
Foto 3
Foto 4
Foto 4

Per un tratto c'erano dei parrucchieri ma la parte più folkloristica era quella riservata agli sciamani locali che si preparavano a ricevere i primi clienti. Quasi sempre una coppia con bimbo al seguito si accomodava ed il rito poteva aver inizio. Segni della croce, invocazioni a divinità che risalgono ai tempi degli Incas erano seguite dal suono di una campanella. Una busta piena di fili argentati roteava sulla testa della famigliuola per poi essere bruciata in un piccolo falò acceso in precedenza. Credevo d'aver visto la cosa più stramba ma non era così. Ho conosciuto un gruppo di paceni (abitanti di La Paz, foto 5) che m'hanno invitato a bere una birra e come potevo rifiutare?!? Erano già abbastanza brilli ma non erano assolutamente pericolosi. Dopo un po di chiacchiere il più sobrio di tutti mi ha aperto la porticina dietro di noi. Non credevo ai mieo occhi. Quattro scaffali con riposti ben ventuno teschi mummificati con cappellini, occhiali da sole, rum, denaro e sigatette accese in bocca (foto 6). Appartenevano a persone che hanno avuto una vita difficile e che sono stati seguiti dalla curandera (foto 7) proprietaria della stanzetta dove ora riposano.

Foto 5
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Foto 6
Foto 6
Foto 7
Foto 7

Ricevono le offerte sopra descritte ed in cambio offrono protezione e soddisfano i desideri dei "credenti". La settimana che segue la festa dei morti vengono portati in processione fino in chiesa e segue una grande festa innaffiata di alcol. Soddisfatto della giornata dopo un hamburger orribile sono tornato in hotel.


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