Le mie "Wibbly Wobbly Timey Wimey"...STUFF!

In uno dei miei episodi preferiti di Doctor Who (e anche tra i più premiati) il Dottore, all'epoca interpretato da Tennant, cercava di spiegare in un video alla protagonista dell'episodio la non totale linearità del tempo, dicendo più o meno questo: "People assume that time is a strict progression of cause to affect, but actually, from a non-linier, non subjective point of view it is more like a big ball of wibbly wobbly...timey wimey...stuff". Intraducibile in italiano, questa frase è un po' la base di qualsiasi discorso si possa fare su questa serie e la sua storia. Vi risparmio la fatica di andare a googlare il significato del titolo, avendolo fatto io stesso anni addietro. Wibbly wobbly è un'espressione riferita solitamente al movimento incerto, ad esempio, dei bambini, o degli ubriachi. È riferito anche a forme ondulate e curve, mentre timey wimey potrebbe essere tradotto come "capricci del tempo". È un mezzo con cui molto spesso nella serie vengono spiegati, senza dare effettivamente spiegazioni, alcuni buchi nella trama generale. Ma Doctor Who ci piace per questo, e Neil Gaiman, sceneggiatore e fumettista che ha messo la firma su due dei più gli episodi della serie, ha spiegato la sensazione che chi come me è appassionato dello show prova ogni volta che vede un episodio: "Doctor Who non ha mai cercato di essere fantascienza seria. Al massimo è una favola, con la logica da favola in cui un uomo meraviglioso in una scatola blu atterra ovunque c'è un problema all'inizio di ogni storia". È per questo che ci piace, perché se c'è anche qualche contraddizione nella trama, non è quello l'importante, ma tutto il resto.

Questa lunga premessa introduce ciò di cui volevo in realtà parlare, ovvero lo speciale per 50° anniversario dello show. Perché proprio queste cose "wibbly wobbly timey wimey" sono quelle che fanno da colonna portante dell'episodio, che riscriverà totalmente quanto sapevamo del Dottore del nuovo corso (da Nine in poi), ci spiegherà cosa è accaduto veramente durante la Guerra del Tempo, oltre ad approfondire qualche vecchia questione di cui eravamo già a conoscenza (come il matrimonio con Elisabetta I) e, soprattutto, regalarci 80 minuti di vero divertimento e tanta nostalgia. Continui riferimenti alle vecchie stagioni (anche quelle della serie classica). La possibilità di rivedere, anche se per pochi istanti, i vecchi dottori. L'alchimia davanti all'obiettivo del duo Tennant-Smith, unito all'esperienza di un mostro sacro come John Hurt. Il fantastico scambio di battute nel finale tra l'Eleven di Matt Smith e Four di Tom Baker in carne e ossa. E lo sguardo, anche se per pochi istanti, di chi la storia del Signore del Tempo la deve ancora scrivere, Peter Capaldi. Insomma la mia non è affatto, spero lo si capisca, una recensione (quello lo lascierò fare ad Alessia, se ne avrà voglia), ma un inno ad uno spettacolo che non può non entusiasmare con le sue storie. E commuovere, come sono sicuro succederà a fine dicembre con lo speciale Natalizio nel quale Matt Smith lascerà il testimone a Capaldi. Perché il Dottore è anche questo...

 

"I grandi uomini vengono forgiati tra le fiamme, e a quelli meno importanti l'unico privilegio che resta è tentare di accenderle. A qualunque costo..."

Doctor Who 50th Anniversary Special, "The Day of the Doctor"
Doctor Who 50th Anniversary Special, "The Day of the Doctor"