I miei sottotitoli...

Parto da un presupposto: non ho assolutamnte niente contro i doppiatori italiani, anzi. Spesso il loro lavoro da qualcosa in più ad attori che con questo mestiere hanno in realtà poco a che fare. Da un annetto a questa parte però, non sopportando l'attesa di conoscere le vicissitudini dei miei beniamini "telefilmici", ho iniziato a seguire molte serie appena dopo la loro uscita nel paese di origine (generalmente America o Inghilterra), quindi in lungua originale e con i sottotitoli curati da vari gruppi di traduttori appassionati. Be', posso dire che mi si è aperto un mondo. Adesso posso apprezzare le serie nella loro completezza e originalità, giudicando l'intera opera e il lavoro degli attori in maniera differente da quanto non facessi prima. E questa abitudine mi ha portato ad iniziare ad avere fastidio, in alcuni casi, nel vedere un personaggio doppiato. E così ho iniziato a rivedermi alcuni film, che magari conoscevo a menadito, in lingua originale (ultimamente, ad esempio, ho visto il primo indimenticabile Rocky, ma anche il più recente Snatch o L'Esercito delle 12 Scimmie), apprezzandoli se possibile di più di quanto non li avessi apprezzati precedentemente. Ultimamente, ad esempio, mi è capitato di rivedere su Rai 4 alcune puntate delle sesta stagione di Doctor Who, ed essere costretto a girare dopo poco perché mi stava dando fastidio il doppiaggio riservato a Matt Smith dal pur ottimo Nanni Baldini (doppiatore, tra gli altri, di Stewie de I Griffin). Una questione di abitudini, è ovvio, ma ormai sono entrato nel tunnel dei sottotitoli...

L'attore Matt Smith nei panni dell'undicesimo Dottore
L'attore Matt Smith nei panni dell'undicesimo Dottore

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Commenti: 3
  • #1

    Claudia (lunedì, 24 giugno 2013 10:55)

    Dany, non sai quanto ti capisco. Da quando sono tornata dall'Inghilterra nel 2009 ho iniziato a vedere film e serie tv in lingua originale e sottotitolati in italiano o inglese. Inizialmente lo facevo per esercitarmi, ma ora è per me un presupposto fondamentale. La voce di un attore è una sua qualità base: dalla voce si caratterizza il personaggio, le intenzioni, soprattutto al cinema, dove l'espressività è minimizzata rispetto al teatro.
    Non sopporto di vedere personaggi "normali" che parlerebbero (e infatti nella V.O. PARLANO!) in slang o in una lingua più quotidiana, doppiati con voci impostate e in dizione: è inverosimile!
    Ora guardo in V.O. anche film in lingue che non parlo, perché anche a livello di struttura sintattica e di senso è tutta un'altra cosa.
    Il doppiaggio è una puttanata tutta italiana (purtroppo copiata in alcuni Paesi) per dare lavoro a dei cani che non sanno stare sul palco. [Secondo me :D]

  • #2

    Daniele Garzia (lunedì, 24 giugno 2013 11:13)

    Ma che bello vedere ogni tanto un commentino sul mio blog!
    Sul fatto della puttanata del doppiaggio, non mi trovi completamente d'accordo. C'è gente che non riesce a stare dietro ai sottotitoli (io stesso all'inizio facevo fatica, posso immaginare una persona più anziana). Detto ciò, credo che chi ne ha la possibilità e la voglia dovrebbe provare. Personalmente mi sto rivedendo moltissimi film che già avevo visto in originale, apprezzandoli in maniera diversa (Rocky è stato uno di questi, ad esempio), arrivando così a capire la vera bravura dell'attore (e in alcuni casi, l'assenza della stessa, purtroppo).

  • #3

    Claudia (mercoledì, 26 giugno 2013 17:37)

    Stare dietro ai sottotitoli è un'abitudine, ma anche a me a volte viene il mal di testa. Un mio insegnante di inglese suggeriva di guardare il film in italiano, poi di rivederlo a spezzoni (per non affaticarsi) in lingua originale ma senza sottotitoli, cosicché non ci si sforzasse a cercare legami tra costruzione della frase in lingua orginale e della versione tradotta. Ma chi c'ha tempo?! O_o